L’utilizzo e l’importanza dell’outboard in registrazione

L’utilizzo e l’importanza dell’outboard in registrazione

di Salvatore Addeo

Usare o non usare outboard è stato sempre un grosso dilemma (almeno leggendo in giro nel web ci sono molti dibattiti in merito), c’è chi preferisce essere il più flat possibile usando solo pre e microfoni e chi invece ritiene opportuno personalizzare già in fase di registrazione il suono.

Io personalmente appartengo alla seconda categoria e per quel che mi riguarda comprimere ed equalizzare in fase di registrazione è essenziale, lo faccio per 3 motivi che elenco di seguito.

  • 1 Registrare l’outboard prima è meglio:

per fare un esempio uno strumento già equalizzato suona meglio che equalizzarlo poi, ho provato io personalmente ad equalizzare una cassa prima di registrala e poi registrala in flat ed equalizzarla successivamente, la traccia equalizzata prima della registrazione suonava molto più grossa e naturale.

  • 2  Semplifica e migliora la costruzione sonica della canzone:

per esempio mi permette di avere più spazio nello spettro durante il flusso di registrazione, anche qui faccio un esempio pratico e lampante, se registro una drum flat sicuramente ci sarà da smussare qualcosina nella parte medio bassa e magari potrà essere necessario qualche boost negli estremi di banda e magari tenere a banda qualche picco con qualche compressore.

Se non lo faccio prima arriverò alla registrazione del basso con un po’ di confusione nel range mediobasso e quindi questo potrebbe influire sulla scelta del microfono, del pre, ecc… perché voglio fare in modo che il basso si prenda il suo spazio; se invece fisso già in primis i suoni di batteria magari mi sono già ricavato lo spazio per il basso e magari la ricerca del suono che si sieda bene nel mix sarà più facile e le scelte saranno più coerenti con tutto il resto.

  • 3 Il mix diventa più semplice e divertente:

se durante il processo di registrazione mi sono già prodigato per dare una certa personalità al suono, la fase di mix diventa di gran lunga più semplice e redditizia perché se ho già equalizzato e compresso a dovere sicuramente mi eviterò minimo 2/3 ore di lavoro ad equalizzare e fare pulizia nelle tracce per poi iniziare a fare il mix vero e proprio. Questo mi permette di essere più creativo, avere una visione di insieme più efficace e di rendere ancora migliore ciò che suona già bene.

Ovviamente scritto così sembrerebbe tutto molto facile, ma non lo è… Per seguire questo tipo di approccio bisogna avere sicuramente le idee chiarissime su ciò che si vuole e un bel un po’ di esperienza alle spalle oppure si rischia di fare scelte sbagliate che potrebbero creare problemi in fase di mix e in fase di registrazione.

Se posso darvi un consiglio per iniziare a percorrere questa strada è quello di farlo a step, io personalmente sono arrivato a questo tipo di maturità in questo modo, in ogni rec che facevo cercavo di personalizzare uno strumento, solo uno, poi alla rec successiva provavo con un’altro, alla fine tra sbagli e sorprese sono riuscito a trovare il mio equilibrio.

Sperando che anche questo articolo possa esservi stato di aiuto vi saluto e vi do’ appuntamento al prossimo.

 

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