Come modellare il tono “Tone Shaping”

Come modellare il tono “Tone Shaping”

di Salvatore Addeo

Diciamo che tutti gli strumenti a nostra disposizione per mixare (come compressori, equalizzatori, saturatoti e chi più ne ha più ne metta…) ci permettono di manipolare e modellare il tono dei nostri strumenti.
La differenza in questo caso, come sempre del resto, la fa’ l’essere umano!
Si possono fare però alcune considerazione su questi strumenti che potrebbero aiutare a farne un uso più consapevole ed efficace.
Come vi dico sempre in questi articoli vi riporto la mia personale esperienza, quindi vi parlerò di come agisco io.
Prima di tutto cerco sempre di ascoltare con attenzione lo strumento e mi accerto che veramente abbia bisogno di essere scolpito e che non sia già pronto per essere utilizzato.
Nel momento in cui capisco cosa manca e cosa voglio ottenere da questo strumento faccio mente locale e scelgo quali potrebbero essere i tool per arrivare al suono che ho in testa.
Faccio un esempio pratico:
mettiamo il caso mi trovo a trattare una voce maschile, registrata male, molto mediosa e priva di estremi di banda (Bassi e Alti), a quel punto anziché aprire un equalizzatore ed iniziare a tagliuzzare qua’ e la’ nella parte delle medie frequenze, rischiando di ammazzare e denaturalizzare il suono, preferisco utilizzare più tool che vadano ad aggiungere quel che manca e poi nel caso alla fine se sento che c’è ancora qualche fastidio nella parte delle medie frequenze vado a fare massimo un paio di “tagli chirurgici” per togliere appunto gli ultimi fastidi ed avere una traccia perfettamente scolpita.
Agire in questo modo mi permette di ottenere ottimi risultati e di non dover equalizzare ed “ammazzare” il suono della traccia.
Ma passiamo all’atto pratico, cosa farei in questo preciso caso?
Per primo manderei la traccia vocale ad un comp valvolare, facendolo saturare un po’ in modo da creare un po’ di saturazione sotto i 100 hz e iniziare a dare più corpo alla voce.
Se il corpo della voce non è ancora ben delineato mando la voce ad un’aux in parallelo deo aprirò un enecher dove enfatizzerò molto la banda che mi interessa che in questo caso va’ dai 200 agli 80 hz.
A questo punto se il corpo c’è passo all’estremità superiore e userò un equalizzatorte Manley (Stile Pultec) per andare ad aggiungere qualche db intorno ai 3-4 kz per compensare un po’ la ciccia che ho dato con comp e enecher.
In ultimo aggiungo sempre in paralello un dolby che per chi non lo sapesse è una macchine che producendo un’elevata distorsione armonica nella parte altissima dello spettro aggiungendolo a piccole dosi al processo sopraindicato aggiunge aria e respiro alla traccia.
A questo punto ottengo ciò che mi mancava in basso ed in alto, diminuendo la sensazione di appesantimento nel range medio dello spettro.
Agisco così anche su altri strumenti e come già detto questo approccio mi permette di preservare l’integrità dello spettro che sto trattando.
Sperando che l’articolo sia stato di vostro gradimento e che qualcuno ne tragga qualche buono spunto vi saluto e vi do’ appuntamento al prossimo articolo.

Buon Mix a tutti!

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